Quando suona la sveglia allunga una manata al comodino per spedire il cellulare a soffocare i propri lamenti in mezzo ad una pila di vestiti buttati a caso per terra. Gli ci vuole una buona manciata di minuti per capire che la gamba cell'ha ancora attaccata all'anca e che quella che sta tastando oltre le lenzuola non è la sua. Districarsi dal nodo aggrovigliato di lenzuola e arti umani scatena un mugugno femminile che gli spedisce un brivido inquieto lungo la schiena. Si blocca, per lunghi istanti andando a sollevare il lembo del lenzuolo e sbirciare il viso della ragazza che occupa lo spazio accanto a lui. Ha un vuoto, totale. Il nome sulla punta della lingua che non vuole e non può rievocare. La nebbia dell'alcol gli chiude le tempie in una morsa bollente. Oggi è domenica. Non una come le altre. Scrolla il capo, passando le dita a pettinare indietro le onde appiccicaticce di sudore, di fatica. L'odore di sesso gli punge le narici, spedendolo ad aprire la finestra con...