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Visualizzazione dei post con l'etichetta sawyer

16 - 04 - 2025

Lascia che sia l'istinto a condurlo e mentre accompagna al passo la moto presa in prestito da Elliot nel vialetto ordinato, lasciandola contro la parete senza curarsi di graffiare l'intonaco fresco, la mano ha già cominciato a pulsargli in sincrono col cuore. Pesante, si lascia andare sui gradini con nelle orecchie il rintocco costante del messaggio di Noah a cui ancora non ha risposto e che ha ignorato volutamente, sentendolo martellare tra le costole. Tira su col naso, cercando di recuperare una sigaretta con le dita tremanti di nervosismo che non è riuscito a scaricare nemmeno rischiando di crepare contro un pilastro quando il freno posteriore ha deciso di non funzionare più. Non si accorge della porta che si apre alle sue spalle, tanto meno della canna del fucile - glielo ha comprato lui cazzo - che gli preme contro la nuca. Armeggia con la sigaretta, l'accendino ormai è finito e lo lancia sul praticello senza pensare.  - Cristo santo Jude, stavo per spararti.  - ...

29 - 03 - 2025 (bis)

Calpesta i lastroni sconnessi del marciapiede davanti al vialetto della sua vecchia casa da almeno cinque minuti, finendo " l'ultima sigaretta prima di entrare ". Gli occhi azzurri rincorrono i profili delle finestre, sbirciando le sagome che corrono avanti e indietro e alla fine sbucano nel giardinetto sul retro, un cubicolo di qualche metro per uno sputo, ma abbastanza per poter allestire una cavolo di festa per bambini. I palloncini si notano dallo steccato, galleggiare inerti e colorati. Tira su col naso, premendo sul tallone per evitarsi di puntellarlo, ruotare su sè stesso ed andarsene. Passa il palmo sudaticcio della mano sulla camicia a righe azzurre, per poi soffiare dal naso e passarsi una mano sulla faccia. La barba non c'è più, come ha comandato l'arpia. Il pacchetto che regge nella mancina è incartato alla bene meglio, niente fiocco, niente bigliettino, semplicemente carta riciclata da qualche altro regalo, tutta spiegazzata e con i segni dello scotc...

29 - 03 - 2025

Il televisore tenuto basso continua a martellargli le meningi con la storia delle elezioni presidenziali. Chiacchiera riguardo un tentativo di aggressione a qualche stronza che probabilmente se l'è pure cercata. Le vacche con la gonna stretta e i tacchi alti che scalano i gradini del potere a suon di lavoretti di bocca sotto le scrivanie gli sono sempre state antipatiche. Il cellulare sul tavolo vibra per la quarta volte e gli occhi stanchi lo inchiodano con la stessa furia con cui vorrebbe scagliarlo fuori dalla finestra. La testa pulsa, i resti rugginosi in gola di una serata che ha dimenticato dopo l'ultimo scambio di sms con Jody.   - Ha una figlia. Fuck me. Si lamenta, facendo cigolare pesantemente la sedia su cui è appollaiato, in boxer e canottiera intento a litigare con la ciotola dei cereali. La casa è un macello, dovrebbe anche mettersi in animo di pulirla ma appena ci pensa gli sale alla mente la voce del vecchio che gli ricorda come quello sia lavoro da femmin...